La gravità e l’urgenza dell’inquinamento atmosferico in Italia e la mancanza di progressi soddisfacenti richiedono risposte efficaci e tempestive. È quanto emerge dal Rapporto di Legambiente sulla mal’aria nelle città italiane.

Mettendo a confronto quelle che hanno superato i limiti rispettivamente per le polveri sottili e per l’ozono troposferico nel 2017, sono 31 le città risultate fuori legge per entrambi gli inquinanti. Una situazione allarmante, diffusa specialmente nelle zone della pianura padana: basti pensare che 31 dei 36 capoluoghi di provincia totali, presenti nelle quattro regioni del nord (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), hanno sforato il limite annuo.

Inoltre, nel nostro Paese si registra la maggior incidenza di morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico (oltre 60mila all’anno secondo i dati pubblicati a fine 2017 dall’Agenzia Ambientale Europea), nonché ripetuti sforamenti dei livelli massimi consentiti di PM10.

Stando al sondaggio realizzato da Lorien Consulting per il Forum “QualeMobilità?” dello scorso 30 novembre, promosso da Legambiente e Kyoto club, oggi il 92% degli italiani intervistati si dichiara preoccupato (il 33% molto preoccupato) per la qualità dell’aria nelle città italiane (erano il 72% a novembre del 2016).

Le lacune della Penisola all’inquinamento atmosferico sono croniche: è tristemente noto che, nel 2013, oltre il 60% della popolazione residente nelle aree urbane è stata esposta a concentrazioni di PM10 al di sopra del limite giornaliero consentito dalla legge. Una percentuale troppo elevata, se paragonata alla media europea, che si aggira intorno al 16,3%. Inoltre, secondo le ultime stime dell’Agenzia ambientale europea pubblicate nel 2017 (nel Report “Air Quality in Europe”), l’Italia per l’anno 2015 ha il triste primato legato alle morti per PM2,5 (circa 59.500).

Quello che molti automobilisti non sanno è che le micropolveri possono facilmente entrare nel veicolo tramite i condotti e le bocchette di ventilazione. I rischi di un’esposizione prolungata a livelli di inquinamento elevati riescono a raggiungerci, infatti, fin dentro alla nostra auto, solo apparentemente sicura. Cosa fare, dunque, per difendersi dalla mal’aria?

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