Molteplici sono i media che di tanto in tanto mettono in onda servizi riguardanti l’inquinamento dell’aria e, più precisamente, le polveri sottili. Tuttavia, si tratta di un problema che viene trattato spesso in maniera troppo superficiale e talvolta con toni che non si adeguano affatto a quella che invece, ufficialmente, è proprio un’emergenza da non sottovalutare.

Gli ultimi report relativi agli effetti delle polveri sottili

A mettere in evidenza i danni causati dalle polveri sottili, vi sono due rapporti pubblicati proprio di recente. Il primo proviene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e afferma che una percentuale vicina al 93% degli adolescenti (sotto i 15 anni di età) respira aria talmente inquinata che il rischio di contrarre patologie piuttosto gravi è tutt’altro che remoto.

Facendo ancora attenzione a quelli che sono i numeri reali rilevati, sembra proprio che solo nell’anno 2016 siano stati più o meno 600 mila i bambini deceduti per colpa di malattie a loro volta provocate dalla cattiva qualità dell’aria. Il problema non tocca soltanto i Paesi economicamente arretrati, ma anche i giganti economici mondiali, dove la percentuale dei bambini sotto i 5 anni che respira polveri sottili supera comunque ed abbondantemente il 50%.

Questi dati a dir poco allarmanti si affiancano alle conseguenze scaturite dall’aumento dell’inquinamento dell’aria: quello che le sostanze inquinanti sono in grado di compiere nell’organismo umano può essere equiparato alle patologie e condizioni correlate al fumo e a un regime alimentare ricco di sale. Tuttavia, è chiaro: possiamo mangiare meglio e smettere di fumare, ma con l’inquinamento possiamo fare ben poco.

L’altro studio da non sottovalutare è quello condotto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente. Seppur ammetta che siano in corso risicati miglioramenti, l’organo europeo risalta ancora il continuo e costante superamento dei limiti di emissione concordati in sede internazionale, limiti sistematicamente infranti anche in Italia. Da noi, la frazione di territorio che paga il prezzo più alto è il Nord, dove il 95% della popolazione risente in maniera più o meno incisiva degli effetti negativi provocati dall’inquinamento e dall’inalazione delle polveri sottili.

Cosa possiamo fare contro le polveri sottili?

Karmenu Vella, il commissario europeo per l’ambiente, ha recentemente dichiarato che “la Commissione Europea ha agito risolutamente sull’inquinamento atmosferico e continuerà a collaborare con gli Stati membri per garantire che le norme sulla qualità dell’aria siano pienamente applicate sul terreno“. Ad ogni modo, dobbiamo senz’altro iniziare a fare qualcosa nel nostro piccolo, lasciando più spesso l’auto a casa e uscendo a piedi, muniti però di una mascherina in grado di filtrare l’aria che respiriamo (soprattutto quando si cammina nel pieno centro delle città o nelle aree più trafficate).

Per rendere migliore la qualità dell’aria presente quando invece si usa l’auto, è opportuno non dimenticare l’importanza del filtro abitacolo: con micronAir® blue sarà possibile filtrare quasi il 100% delle polveri sottili e degli allergeni superiori ai 2 micron (che chiaramente non entreranno nell’abitacolo e non verranno quindi respirati da chi si trova al suo interno).

Un secondo particolare da non trascurare riguardo a micronAir® blue è questo: si tratta di un filtro che protegge l’abitacolo da numerosi tipi di microrganismi, grazie anche e soprattutto ad una particolare struttura filtrante a quattro strati. In pratica, il nostro filtro è studiato per migliorare la qualità dell’aria respirata in auto e per proporre una conseguente sensazione di benessere. Non vi resta che provare a fare (e a vivere) la differenza.